La commedia

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Sesta delle quindici commedie scritte nel 1750, La famiglia dell'antiquario offre a Goldoni la cornice ideale per deridere in lingua “i vezzi colti” dei suoi concittadini, col pretesto di una trama apparecchiata a Palermo, ma condita dalle maschere della tradizione veneziana. Troviamo così Arlecchino, occasionalmente travestito da Armeno per meglio gabbare il padrone di casa, Conte Anselmo Terrazzani, sprovveduto antiquario dilettante; e poi Brighella, servitore briccone e tramaccione; Colombina, cameriera astuta e pettegola; Pantalone, che ha voluto maritare la figlia Doralice al contino Giacinto e vede ora sfumare la cospicua dote nelle stramberie antiquarie del Conte. La vicenda si complica perché tra la nuora Doralice e la suocera Contessa Isabella non corre affatto buon sangue, soprattutto a causa dei loro invadenti consiglieri, il mellifluo Cavalier del Bosco e la frivola Madama Beatrice. Come rimettere a posto le cose, prima che la famiglia cada in rovina?

Note di regia

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Non tira aria buona in casa del Conte Anselmo. Venti di guerra tra la moglie e la nuora, un figlio che non sa che pesci pigliare, servi profittatori che tramano con furbi consiglieri e faccendieri, magione in dissesto, finanze in caduta libera… non resta che darsi all'antiquariato! In una delle commedie più “decadenti” del genio veneziano, in cui anche le allegre maschere sembrano vestire panni logori e ambigui (come Arlecchino, “maschera mascherata”…), si sviluppa una trama che vuol far sentire quanto acre possa essere l'odore del denaro. Soprattutto di quello che non c'è. Il ripetitivo quantificare qualsiasi cosa in zecchini, l'impostare rapporti umani su trattative economiche, la ricerca di ogni personaggio del proprio tornaconto “prima che la nave affondi”, lo smarrire il giudizio dietro a vuoti passatempi, sembra far sussurrare all'autore il consiglio di confrontarsi con valori più profondi e veri. Un suggerimento da tenere ben presente. Sempre.

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TIitolo

"La famiglia dell'antiquario"
di Carlo Goldoni

Genere

Commedia in costume in tre atti

Durata

2 ore circa (compreso un intervallo)

SIAE

Opera di pubblico dominio

Palcoscenico dim. min.

larghezza mt 8
profondità mt 6
altezza mt 4
possibilmente: fissaggio scene con viti e chiodi sul pavimento; fondali e quinte nere

Potenza elettrica minima

12 kiloWatt (380 Volt trifase)

Allestimento

arrivo dei tecnici sul posto in mattinata;
la Compagnia è dotata di proprio impianto audio e luci; si prega di comunicare nominativo referente locale per accoglienza ed eventuali informazioni tecniche; per qualunque chiarimento tecnico e logistico si prega di contattare direttamente la Compagnia
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