ANNO 2014-15

ANNO 2013

ANNO 2012

ANNO 2010

ANNO 2009

ANNO 2008

ANNO 2007

ANNO 2006

ANNO 2005

ANNO 2004

ANNO 2003

SCENARIO DI SOLIDARIETA’

“LA BIBLIOTECA DI SARA”



Gli incassi e le offerte raccolte durante gli eventi di Scenario Junior 2014/15 saranno devoluti in beneficenza per “Scenario di solidarietà” al progetto “La Biblioteca di Sara”, iniziativa di prestito libri in corsia animata dall’omonima Associazione presso l’Azienda Ospedaliera “Santa Maria degli Angeli” di Pordenone, in ricordo della giornalista Sara Moranduzzo, scomparsa nel 2012.
“Scenario di solidarietà” andrà a sostegno in particolare della recente estensione del progetto, con distribuzione di volumi ed attività di letture ad alta voce, per i piccoli pazienti (oncologici e non) del reparto di Pediatria.
Vi ricordiamo che tutti i lettori volontari sono i benvenuti!
Ed inoltre, attenzione ragazzi...! se avete letto delle storie che vi sono piaciute, ma adesso ormai siete diventati grandi e le avete lasciate da parte... non abbandonate i vostri libri, ma portateli in teatro per La Biblioteca di Sara, così faran- no compagnia ad altri bambini ammalati, che potranno leggerli insieme a mamma e papà!
Info: Facebook/La Biblioteca di Sara

SCENARIO DI SOLIDARIETA’

“LO CAMIN” di Saint-Macaire (Francia)


Lo Camin
Prendendo spunto dal recente incontro con la città gemellata di La Réole, che ha portato a Sacile un folto gruppo di amici francesi per una visita di scambio culturale, turistico e istituzionale, il Piccolo Teatro Città di Sacile ha pensato di coinvolgere nella destinazione di “Scenario di solidarietà” gli amici de “I Coragi”, compagnia teatrale reolese con la quale da più di dieci anni, sempre sulla scia del gemellaggio, porta in giro per l’Europa “Le baruffe chiozzotte” di Goldoni in versione franco-italiana, come testimonianza viva di cittadinanza europea. Fedeli alla volontà di sostenere iniziative meritevoli ed incisive sul tessuto locale, abbiamo scelto un’Associazione che ha sede sempre nel Dipartimento della Gironda, nella cittadina di Saint-Macaire, non lontano da La Réole: “LO CAMIN” (il cammino, in dialetto guascone) si occupa dal 2002 di bambini e ragazzi che soffrono di autismo e di problemi di ritardo nello sviluppo nell’area meridionale della provincia, grazie all’iniziativa diretta di alcune famiglie colpite in prima persona da queste difficoltà. L’attività dell’Associazione ha tre obiettivi principali:
AIUTARE ascoltare, informare e consigliare le famiglie che si trovano in questa condizione
DIFENDERE gli interessi delle persone in difficoltà, soprattutto nei confronti del loro diritto allo studio, all’integrazione e all’inserimento sociale
INFORMARE E SENSIBILIZZARE l’opinione pubblica e i partner istituzionali per cercare di approfondire la comprensione delle problematiche connesse a questa condizione, favorendo le migliori strategie in ambito educativo e terapeutico.

Molte sono dunque le attività promosse dal sodalizio, a livello formativo (per operatori sociali e sanitari, famiglie, educatori), per sviluppare la conoscenza e la sensibilità dei cittadini (incontri, conferenze, momenti conviviali), avviare gruppi di supporto ai genitori, creare un centro di divulgazione e studio (con archivio-mediateca, iniziative di promozione…) anche in collaborazione con l’Education Nationale e altre Istituzioni locali e regionali (es. CTRA Comité Technique Régional sur l'Autisme, CG3A Collectif Girondin des Associations Autour de l'Autisme, IME Institut médico-éducatif / Servizio Sociale del Comune di Saint-Macaire…). Dal 2003 “LO CAMIN” ha promosso infine un progetto per la realizzazione di un centro di sostegno per ragazzi e adolescenti con problemi di autismo e ritardo nello sviluppo, che è diventato operativo dal 2007 attraverso la gestione dell’AEAEI Association d'Etude et d'Action pour l'Enfance Inadaptée, che ha sede proprio a La Réole. Nello spirito del gemellaggio, il nostro vuole essere un segnale di vicinanza e collaborazione anche nel tessuto sociale della città, sempre attraverso la potente risorsa comune della cultura, motore di conoscenza, sviluppo e coesione solidale.
Il Piccolo Teatro ha incontrato Lo Camin in Francia il 29 dicembre 2012 per la consegna ufficiale del contributo raccolto. Leggi la news dedicata

SCENARIO DI SOLIDARIETA’

Un filo per i bambini di Rocchetta Vara


Grazie alla rete tra Compagnie teatrali italiane che hanno partecipato lo scorso anno alle iniziative per il “Giorno della Memoria”, siamo venuti a conoscenza di una delle tante emergenze lasciate in triste eredità dall’alluvione che ha distrutto i borghi di Liguria e Toscana lo scorso 25 ottobre. L’appello arriva da Borghetto Vara (La Spezia), il paese che ha pagato il tributo più alto di vittime e devastazione durante quei tragici eventi e che ora cerca con fatica di ricominciare. La Cooperativa sociale “Gulliver” aveva proprio lì la sua sede, occupandosi di disabili, anziani e soprattutto bambini e ragazzi, ospitati ed assistiti in due Case-famiglia a Rocchetta Vara. Quasi nulla di quanto la Cooperativa aveva costruito in dieci anni di attività è sfuggito dalla furia delle acque, e la prima preoccupazione dei suoi responsabili ed operatori è proprio per i ragazzi, salvati dalla tragedia e trasferiti altrove, ma oggi bisognosi di tutto. Abbiamo quindi deciso di raccogliere l’appello degli amici della Liguria, che vogliamo trasferirvi con le parole della responsabile della Cooperativa, Paola Gargano: Ciao ragazzi, amici, nemici, conoscenti... sono tornata perché ho un appello da fare a tutti voi, come saprete martedì 25 ottobre Borghetto di Vara è stato spazzato via, e sono state spazzate via vite, case, cose, auto, lavori, ma non la voglia di ricominciare a ricostruire. Noi della Coop Sociale Gulliver, che mi onoro di rappresentare, abbiamo perso tutto, sede, pulmini per trasporto disabili, computer, magazzini con vestiti per i nostri ospiti delle nostre comunità, tutta la storia e i sacrifici di dieci anni si sono annientati in trenta secondi... credetemi veramente in trenta secondi, io c'ero e ho visto, ho sentito, ho respirato l'odore della distruzione... siamo in ginocchio, ma vogliamo rialzarci e per farlo abbiamo bisogno dell'aiuto di tutti, i nostri minori delle comunità hanno dovuto lasciare le strutture perché pericolanti e isolate, di notte con gli elicotteri guadando un fiume, ora sono al sicuro e stanno bene, ma per noi è prioritario riportarli alla normalità, ricostruendo una casa per loro, ricomprando tutte le loro cose, comprando il cibo per sfamarli e i vestiti per vestirli, i libri per la scuola....TUTTO!!!!! Non possiamo resistere per molto tempo con i nostri soldi personali perché non percepiremo stipendio per tanti mesi, quindi Vi chiedo anche un piccolo aiuto, che per un nostro bambino può significare tanto. GRAZIE.

SCENARIO DI SOLIDARIETÀ 2010

“Chi salva un bambino salva il mondo intero"

Pinocchio
Puntuale ritorna la gioiosa abitudine alla solidarietà collegata al cartellone “Junior” della stagione promossa dal Piccolo Teatro. Tra le varie proposte esaminate, una in particolare ha colpito la nostra sensibilità, data l’urgenza della situazione e la voglia di “allargare” la famiglia virtuale dell’Associazione, che già conta due giovanissimi figli adottivi in India, da anni accompagnati attraverso il corso primario di studi grazie alla mediazione delle Missioni Salesiane.
Questa volta si tratta però di una storia che incrocia la povertà di una famiglia con la malattia di un bambino, che non vogliamo credere senza speranza: Juan Pablo ha undici anni e vive nella città di Anaco, in Venezuela. Da qualche tempo ha sviluppato una rara forma di malattia genetica della pelle, che lo ha fatto velocemente precipitare in una situazione di estrema precarietà, sia per le sofferenze causate dall’aggravarsi della patologia, sia per le difficilissime condizioni di vita in una casa dove manca tutto, a cominciare dal quotidiano.
Portati a conoscenza della situazione per quei fortuiti casi della vita che intrecciano i destini di molti, poiché la zia vive nella nostra provincia con la propria famiglia, abbiamo sposato immediatamente la possibilità di accogliere Juan Pablo in una “casa” più grande, una rete di relazioni che possa essergli d’aiuto con l’affetto e il sostegno che occorrono in questi frangenti. L’assistenza che sapremo dargli grazie al nostro “Scenario di solidarietà” gli permetterà innanzitutto di accedere a strutture sanitarie adeguate ad una diagnosi più accurata e definitiva, indispensabile per portare alla scelta di una cura mirata, che se anche non riuscisse a debellare completamente la malattia, almeno gli consentisse delle condizioni di vita accettabili e, per quanto possibile, normali. Accanto a questo, le spese per l’acquisto di medicinali e del necessario per migliorare la qualità di vita di questa famiglia sono altrettanto urgenti ed auspicabili.
Pur nella difficile congiuntura economica nella quale ci troviamo, abbiamo ritenuto indispensabile non dimenticarci di tante sofferenze ed indigenze che restano da combattere nel mondo: per questo il nostro progetto di sostegno a distanza va avanti, forse per piccoli passi, ma con la convinzione di poter davvero fare la differenza. Parafrasando infatti una famosa frase del Talmud, intrisa di biblica saggezza, siamo certi che “chi salva un bambino, salva il mondo intero”.

SCENARIO DI SOLIDARIETÀ 2009

“The Co-op. Learning Centre”: l’istruzione come risposta alla povertà.

Scenario di solidarietà
Anche quest’anno il programma “Junior” della stagione teatrale promossa dal Piccolo Teatro di Sacile si lega ad un’iniziativa a favore della crescita - umana, culturale e sociale – di altri ragazzi che, in diverse parti del mondo, lottano con tenacia e coraggio per raggiungere almeno la speranza di un futuro migliore.
Com’è spesso accaduto nel corso delle varie edizioni passate, anche in questo caso abbiamo scelto una proposta seguita da Istituzioni o Associazioni del nostro territorio, attraverso le quali sia possibile condividere i progressi del progetto avviato ed essere aggiornati sulle reali necessità. La strada che ci ha portato a questa iniziativa passa attraverso il teatro, e precisamente attraverso il “Progetto Sciamano”, che la Scuola Sperimentale dell’Attore di Pordenone promuove da diversi anni – in collaborazione con la Provincia di Pordenone ed altri Enti regionali – per un intervento originale ed incisivo nel mondo delle diverse abilità, grazie all’incontro con le tradizioni culturali di altre etnie, che possono fornire materiale artistico (musicale, di danze, ritmi, colori…) estremamente utile per raggiungere dei risultati straordinariamente positivi in termini di interattività e di partecipazione.
Da qualche tempo il “Progetto Sciamano” – grazie all’impegno preciso e personale di Claudia Contin e Ferruccio Merisi, fondatori e direttori della Scuola dell’Attore – ha avviato alcuni “gemellaggi” in alcuni Paesi del mondo, cercando di aprire dei varchi di visibilità e sensibilizzazione verso problemi e situazioni di grave disagio, dovuti a povertà, corruzione, dissennato sfruttamento delle risorse naturali, conflitti latenti, situazioni socio-sanitarie ad alto rischio.
Tra questi il Piccolo Teatro ha deciso di sposare il progetto ideato dal prof. John Glynn, docente ed intellettuale australiano, che ha scelto, dopo il pensionamento, di trasferirsi in India, il sub-continente oggetto spesso delle sue ricerche su cultura, teatro, tradizioni etniche ed antropologiche. Oggi il prof. Glynn vive a Bodh Gaya nel Bihar, uno degli Stati più arretrati dell’India, nel nordest del Paese, dove la corruzione politica e sociale ha come sua prima vittima l’istruzione, specie per i ragazzi più indigenti ed emarginati. Il Centro da lui fondato “Co-op. Learning Centre” si prefigge di sostenere l’istruzione di questi giovani, altrimenti esclusi dalla possibilità di proseguire negli studi per raggiungere una posizione sociale e culturale tale da promuovere, in futuro, cambiamenti cruciali per modificare lo status quo. L’ammissione al Centro viene attentamente selezionata, così come l’impegno e la frequenza degli allievi, che possono qui impadronirsi di strumenti fondamentali per lo sviluppo della loro vita, come l’inglese e l’informatica, ma ai quali viene richiesto anche di insegnare a loro volta agli studenti più piccoli e di sviluppare ed esercitare un pensiero finalmente libero, critico ed analitico sul mondo e sulla società. Come afferma infatti il prof. Glynn, l’istruzione rappresenta l’unica chiave per superare la povertà, eliminare la corruzione ed eleggere, finalmente, dei governi efficienti e responsabili.

SCENARIO DI SOLIDARIETÀ 2008

Un naso rosso contro l’indifferenza


Un naso rosso contro l'indifferenza
Un appuntamento che è diventato un momento importante per condividere l’allegria e la gioia di vivere del nostro pubblico “junior” con altri ragazzi meno fortunati, ma non meno meritevoli di attenzione e di sostegno per poter crescere in salute, serenità e armonia.
La nostra scelta è caduta quest’anno su una istituzione che ha saputo fare proprio del teatro – e del divertimento condiviso – un potente mezzo di formazione e di promozione umana per dei piccoli abbandonati e “persi” nell’ombra di un mondo troppo spesso senza scampo né riscatto per i più deboli.
PARADA è la Fondazione creata nel 1996 dal clown franco-algerino Miloud Oukili, profondamente toccato dalla drammatica situazione dei bambini di Bucarest, abbandonati e condannati a vivere per strada, nei sotterranei cittadini, ai margini della società. Dopo averli incontrati per la prima volta nel 1992, Miloud non li ha più lasciati: li ha conquistati con le arti del circo e attraverso l’attività di sensibilizzazione e il sostegno della Fondazione ha offerto loro incontri sulla strada, ascolto in un centro diurno, accoglienza in luoghi protetti e proposte progettuali finalizzate a costruire un futuro migliore.
Ora, al loro fianco c’è Parada Italia, in consorzio con il G.R.T. Gruppo per le Relazioni Transculturali, che attraverso la campagna Un naso rosso contro l’indifferenza, offre a Bucarest supporto organizzativo, progettuale, economico e formativo. Alla campagna hanno già aderito molti gruppi di volontari, sorti spontaneamente in tutta Italia, e numerosi enti locali, associazioni e singoli.
Grazie al loro sostegno, molti ragazzi rumeni hanno lasciato la strada, frequentano la scuola o lavorano e oggi possono finalmente guardare al futuro con speranza.
Anche noi, da appassionati del teatro e innamorati del futuro dei nostri ragazzi, possiamo contribuire a questo ambizioso progetto di solidarietà, semplice e vero come i sogni dei bambini che speriamo di poter accompagnare con entusiasmo verso un domani più sereno.
Info: www.parada.it

SCENARIO DI SOLIDARIETÀ 2007

ATING FAMILIA per i ragazzi di strada di Manila


Continua anche per il 2007 la collaborazione tra il Piccolo Teatro e l’organizzazione delle Missioni salesiane di Don Bosco. Con i fondi raccolti nel 2006 abbiamo infatti assicurato il sostegno a distanza per un intero ciclo di studi a due ragazzi indiani: Vinay Kumar (8 anni) di Ongole e Kalina (7 anni) di Hyderabad. Un risultato davvero importante e significativo, del quale essere tutti insieme orgogliosi e felici.
Quest’anno abbiamo deciso di sostenere uno dei progetti avviati dai Salesiani nei paesi più poveri del mondo: la scelta è caduta su un intervento denominato “Ating Familia” (ovvero “La nostra famiglia”), che si propone di realizzare una casa di accoglienza per i ragazzi di strada di Parañaque City, nelle Filippine, un centro inglobato nell'area metropolitana di Manila, circa otto chilometri a sud della capitale. Metro Manila è il cuore economico, politico e amministrativo delle Filippine, un Paese di grandi contraddizioni e differenze sociali, dove il 15-20% della popolazione controlla il 75% delle risorse. Questa minoranza privilegiata è concentrata nei quartieri residenziali, provvisti di cancelli, dell'area di Metro Manila (Forbes Park o il Dasmariñas Village a Makati, Loyola Heights a Quezon City …). Al di fuori dei cancelli si assiepa il resto della popolazione che vive in condizioni di povertà, anche estrema. Sempre nell'area metropolitana di Manila, circolano tra i 50.000 e i 70.000 “ragazzi di strada”. Sono bambini che non hanno più una famiglia (a causa di morte, malattie, povertà oppure abusi) e che vivono di espedienti per le strade di Manila, esposti a pericoli di ogni genere e privi di protezione rispetto a qualsiasi tipo di sfruttamento.
Per continuare a contrastare efficacemente questo dramma, il nuovo centro di accoglienza e di educazione, chiamato appunto “Ating familia”, ha l'obiettivo di recuperare e prevenire questa dispersione, attraverso l'offerta non solo di un tetto, di cibo, di vestiti e di educazione ma anche di un nuovo luogo di appartenenza affettiva che restituisca, a questi bambini e bambine, una possibilità di vita diversa. 
Il progetto salesiano (dal costo stimato di circa 20.000 euro) si pone dunque l’obiettivo concreto di garantire a 30 minori senza famiglia, di età compresa tra i 6 e i 12 anni, costretti a vivere in mezzo alla strada, una casa, una scuola e una “famiglia”, provvedendo alla loro cura, assistenza, alimentazione ed istruzione. Una sfida coraggiosa alla quale “Scenario di solidarietà” vuole contribuire per offrire a questi ragazzini un’alternativa all’abbandono, aiutandoli a costruirsi un futuro dignitoso e un mondo di affetti sinceri.

SCENARIO DI SOLIDARIETÀ 2006

Ridere per crescere

dedicato alla memoria di don Rosario Mondin, professore e sacerdote salesiano

 
"Ho promesso a Dio che fin l'ultimo respiro sarebbe stato per i miei giovani": questa frase di San Giovanni Bosco (Becchi 1815-Torino 1888) ispira l’edizione 2006 di “Scenario di Solidarietà”, che il Piccolo Teatro desidera dedicare alla memoria di don Rosario Mondin (1932-2006), sacerdote salesiano, preside e professore di matematica e fisica presso il Collegio Don Bosco di Pordenone, oltre che presenza viva e operosa nella parrocchia del Duomo di Sacile per oltre 25 anni.
Anche don Rosario si adoperò fino all’ultimo per i “suoi giovani”: gli allievi di Pordenone, quelli della scuola salesiana di Alessandria d’Egitto (della quale fu preside negli ultimi anni), gli ex-allievi, i giovani e le persone che conobbe a Sacile e che gli furono sempre vicine.
Quest’anno quindi il Piccolo Teatro vuole onorare il ricordo di don Rosario attraverso questa iniziativa di solidarietà, che da tempo, visto il successo ottenuto nelle passate edizioni grazie alla generosa presenza dei suoi piccoli spettatori e delle loro famiglie, si voleva destinare al sostegno di ragazzi meno fortunati attraverso l’istituto dell’adozione internazionale. I Salesiani infatti, con la formidabile rete delle loro missioni e degli Enti da loro stessi accreditati e investiti del mandato di operare in progetti di cooperazione a favore dei giovani e delle comunità più disagiate, portano ovunque nel mondo il messaggio di don Bosco: “istruire la gioventù, ed in generale il nostro prossimo, nelle arti e nelle scienze e più nella Religione” dirigendo i suoi giovani “secondo i tre principi pratici dell'allegria, dello studio e della pietà”.
Il fine di don Bosco infatti era quello di fare dei giovani dei “buoni cristiani ed onesti cittadini”, operando attraverso l’istruzione, l’avviamento al lavoro, ma anche favorendo quella che in termini moderni potremmo definire una corretta “socializzazione” grazie ad attività comuni come lo sport, il teatro, le attività di tipo artistico (l’oratorio infatti è una presenza viva ed importante della formazione salesiana), per “scoprire nei ragazzi i germi delle loro buone disposizioni e procurare di svilupparli”.
L’edizione 2006 di “Scenario di Solidarietà” permetterà quindi al Piccolo Teatro di avviare dei progetti di sostegno e di adozione a distanza per il tramite delle Istituzioni Salesiane che operano nel mondo, con l’auspicio che almeno parte dell’allegria che riusciamo a regalare ai “nostri” ragazzi attraverso “Scenario Junior” possa trasformarsi in sorrisi e speranze di un futuro migliore per altri loro coetanei uniti dal comune amore per la vita.

SCENARIO DI SOLIDARIETÀ 2005

I bambini del MYANMAR


Nuova edizione di “Scenario Junior”, nuovo continente: dopo il Medioriente e l’Europa balcanica, quest’anno il progetto “adottato” dalla nostra Rassegna si trova in Asia, precisamente in un’area tra le più travagliate e bisognose di attenzione da parte del mondo cosiddetto “occidentale”. Myanmar, l’ex-Birmania, è infatti un paese dal passato splendido e dal presente drammatico. Una dittatura militare impedisce non solo il rispetto dei diritti umani, ma anche la possibilità di far giungere alla popolazione aiuto e sostegno da altri paesi, trovandosi quindi in una condizione di estrema indigenza e di assoluta mancanza delle più elementari tutele umanitarie e sociali.
Diversi organismi internazionali continuano a denunciare questa gravissima situazione: in un rapporto della commissione di Ginevra è stata descritta la sistematica violazione dei diritti umani, compreso l’arresto arbitrario degli oppositori al regime, la tortura dei detenuti, il rigido controllo dei mezzi d’informazione, l’arruolamento coatto di civili utilizzati a tutti gli effetti nei lavori forzati. Anche Amnesty International è da sempre attiva nel porre l’attenzione sulle terribili condizioni della popolazione birmana. La stessa leader dell’opposizione Aung San Suu Kyi, che nel 1991 ha ricevuto il premio Nobel per la pace, ancora oggi viene tenuta sotto costante sorveglianza subendo continui sequestri, pressioni e condanne da parte del governo.
In queste difficilissime condizioni operano nel paese le Suore della Provvidenza, che appartengono alla Congregazione religiosa fondata alla metà dell’Ottocento dal padre udinese Luigi Scrosoppi, canonizzato da Papa Giovanni Paolo II nel 2001. Nel 1999 esse hanno raccolto l’eredità delle Suore della Divina provvidenza, che avevano cominciato ad operare nel paese con grandi difficoltà già intorno agli anni Venti del Novecento, soprattutto a favore dei bambini orfani o indigenti. Grazie a questa rinnovata presenza, nel 2002 sono stati promossi i primi progetti di collaborazione a distanza e nel 2003 sono iniziati interventi significativi di rimodernamento e di edificazione di nuove strutture per ospitare i bambini orfani nella regione orientale del paese, in particolare i locali del nuovo orfanotrofio Bonetta a Kengtung e l’inizio della costruzione di quello di Monglar, con annessa scuola materna. La collaborazione con un sempre maggior numero di sostenitori italiani ha permesso alle Suore di progettare per i prossimi anni un completo rinnovo dei locali con potenziamento dei servizi offerti e attivazione di scuole di formazione professionale per ragazzi e ragazze. Attualmente sono ospitati presso le Suore, nei vari istituti, circa 800 bambini.
L’associazione “Il noce” e la coop. “Il piccolo principe” di Casarsa insieme alla coop. “Il Punto” di Pordenone sono fra le organizzazioni italiane che hanno attivato il sistema dei sostegni a distanza a favore di questa realtà. Anche per questo “Scenario” ha scelto di dare voce ai bambini del Myanmar attraverso la testimonianza e il contatto diretto con quanti dalla nostra regione periodicamente si recano nel paese per portare aiuto e seguire i progressi delle Suore della Provvidenza. La straordinaria vitalità della loro opera e il coraggio della loro missione sono infatti un reale segno di speranza per questo popolo, che riteniamo perciò importante sostenere ed incoraggiare con il nostro aiuto.

SCENARIO DI SOLIDARIETÀ 2004

Adotta uno scolaro


In Serbia vivono circa un milione di profughi provenienti dalle varie repubbliche della ex-Jugoslavia e dal Kosovo; la loro è una situazione disperata, senza aiuti, senza prospettive. Sono invisibili a tutto il mondo. Grazie all’impegno di un gruppo di volontari della nostra regione, fatto proprio anche da alcune associazioni in città, sono stati lanciati dei progetti importanti per i bambini profughi ora residenti a Kragujevac, con l’intento di offrire a questi ragazzi la possibilità di crescere e studiare insieme alle loro famiglie, contribuendo così alla ricostruzione e al progresso civile di un’area del mondo duramente provata da anni di guerre e distruzioni. Alla sottoscrizione di alcune adozioni a distanza si è affiancata così l’iniziativa “adotta uno scolaro”, che interessa da quest’anno un gruppo di circa 60 bambini provenienti da Pec (Kosovo), ai quali viene fornito un corredo scolastico completo (penne, quaderni e cancelleria, prodotti per l’igiene personale) che possa garantire il necessario per la frequenza e i compiti di un anno di scuola. L’aiuto arriva ai ragazzi senza intermediari: sono le nostre associazioni regionali a farsene carico, potendo così seguire da vicino i bisogni della popolazione e i progressi del progetto, che mira a dare un sostegno e una prospettiva per il futuro alle nuove generazioni. La scelta di questo gruppo di ragazzi da parte di “Scenario” non vuol essere una presa di posizione politica o ideologica – cosa che sarebbe lontana dalle intenzioni del “Piccolo Teatro” - ma soltanto un aiuto concreto a bambini e ragazzi in difficoltà, fatto attraverso un progetto che, come quello scelto nel 2003 per l’Istituto Musicale “Magnificat” di Gerusalemme, abbia in qualche modo un legame diretto con la nostra città. Gli abitanti di Sarajevo hanno confidato, a guerra finita, che il dolore più grande, la disperazione più profonda provati durante il terribile assedio della città non erano dati solo dalla mancanza di cibo o dalla paura di essere uccisi per strada dai cecchini, ma dal sentirsi abbandonati dalla vicina Europa, alla quale hanno sempre sentito di appartenere, ma che sembrava allora sorda ed indifferente alle loro sofferenze. L’Europa è qui, l’Europa siamo noi: non lasciamo questi bambini senza una reale speranza di pace, giustizia e civile convivenza per il futuro.

SCENARIO DI SOLIDARIETÀ 2003

Isituto musicale "MAGNIFICAT" di Gerusalemme


A partire da questa edizione di “Scenario”, il “Piccolo Teatro Città di Sacile” desidera inaugurare una nuova iniziativa di solidarietà che, attraverso il teatro, avvicini il pubblico dei giovani e giovanissimi ad altre realtà che in diverse parti del mondo lavorano per la promozione umana, sociale e culturale di bambini e ragazzi proprio grazie a forme d’arte e di aggregazione quali il teatro, la musica, lo sport. Per conoscere nuovi scenari, offrire spunti di conoscenza ed approfondimento, creare, se possibile, legami di amicizia e solidarietà. La prima iniziativa di sostegno cui saranno destinati i fondi raccolti attraverso gli incassi degli spettacoli di “Scenario Junior” e della serata finale (fuori abbonamento) di “Scenario” è l'Istituto Musicale “Magnificat” di Gerusalemme, una scuola di musica sacra nata nel 1995 all’interno del convento di S. Salvatore della Custodia francescana di Terra Santa per iniziativa del Padre Armando Pierucci, organista di S. Salvatore e del Santo Sepolcro. Oggi l’Istituto è frequentato da circa 180 allievi e vi insegnano otto professori, provenienti dal mondo palestinese e da quello israeliano, di fede cristiana, ebraica e musulmana. La musica qui dà la possibilità di lavorare per ricucire le divisioni, di cantare quando ci sarebbe la voglia di piangere, di dare una prospettiva di impiego a chi vorrebbe cercarlo altrove. Gli allievi dell’Istituto, divisi in classi che coprono varie fasce d’età, dai bambini agli adolescenti ai ragazzi, promuove concerti ed iniziative culturali dove la musica diviene protagonista di pace, crescita, sviluppo umano e sociale. Alla conclusione dell’anno scolastico 2002-2003 sono stati presentati ben cinque concerti. Per l’autunno di quest’anno sono in programma un festival di canto per bambini e la pubblicazione di una raccolta di canti-gioco sempre per bambini. Particolarmente noto ed apprezzato, nelle sue ormai quattro edizioni di vita, il Concorso Pianistico “Carlo Tavasani” intitolato alla memoria di un ingegnere amante della musica e legato da profondo affetto alla Terra Santa, che, grazie al costante ed appassionato impegno della madre, la signora Anita Puiatti Tavasani di Sacile, rivive ogni anno nell’entusiasmo e nell’impegno dei moltissimi giovani che partecipano a questo importante appuntamento da tutta l’area palestinese e anche dai paesi vicini. Nell’ultima edizione i concorrenti sono stati ben 82, divisi in otto gruppi a seconda dell’età. Nel programma musicale del concorso, accanto agli autori più noti del repertorio pianistico classico (Beethoven, Schubert, Chopin, Lizst...), anche melodie e autori locali di segno contemporaneo e tradizionale, perché la conoscenza delle proprie radici e il legame con la propria terra non venga meno in questi giovani, speranza per un futuro di pace e convivenza civile. Diverse sono le istituzioni locali ed internazionali che sostengono l’Istituto, tra cui recentemente anche il Conservatorio di Musica “A. Pedrollo” di Vicenza, firmatario lo scorso luglio di una convenzione che pone le basi per una collaborazione nei settori della didattica e della formazione musicale per lo scambio di materiale scolastico, l’organizzazione di lezioni e di corsi integrativi per gli allievi del “Magnificat” e la partecipazione comune ad iniziative prese dalle due scuole: concerti, concorsi, convegni. La prossima edizione del Concorso Pianistico “Carlo Tavasani” (in programma dal 9 all’11 gennaio 2004) prevede già, ad esempio, la partecipazione di insegnanti del Conservatorio di Vicenza come membri della giuria e di allievi italiani in gara accanto ai giovani palestinesi ed israeliani.

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